{"id":10260,"date":"2021-01-15T09:00:29","date_gmt":"2021-01-15T08:00:29","guid":{"rendered":"https:\/\/ch2021.ch\/?p=10260"},"modified":"2021-02-25T15:54:07","modified_gmt":"2021-02-25T14:54:07","slug":"emilie-lieberherrr-1924-2011","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ch2021.ch\/it\/emilie-lieberherrr-1924-2011\/","title":{"rendered":"Emilie Lieberherr (1924-2011)"},"content":{"rendered":"<p class=\"p1\"><b>\u00abDiritti umani per entrambi i sessi!\u00bb chiede Emilie Lieberherr il 1\u00b0 marzo 1969 in Piazza federale alla \u00abMarcia su Berna\u00bb. Insieme a 5000 dimostranti esige il diritto di voto e di eleggibilit\u00e0 per le donne. La pressione sul Consiglio federale aumenta al punto che ancora lo stesso anno questi presenta un progetto per l\u2019introduzione del suffragio femminile. <\/b><\/p>\n<p><em>Crediti:\u00a0<a href=\"https:\/\/www.ekf.admin.ch\/ekf\/it\/home.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">la Commissione federale per le questioni femminili CFQF<\/a><\/em><\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: left;\">Di origini modeste \u2013 la madre \u00e8 una sarta italiana e il padre un ferroviere del Toggenburgo \u2013 Emilie Lieberherr cresce a Erstfeld nel Cantone di Uri. Bench\u00e9 di religione protestante, frequenta il collegio cattolico <i>Theresianum Ingenbohl<\/i>, nel Cantone di Svitto, e nel 1942 ottiene il diploma di commercio. Negli anni seguenti lavora per l\u2019Unione di banche svizzere a Zurigo e consegue la maturit\u00e0 commerciale. Si iscrive all\u2019universit\u00e0 di Berna dove studia economia politica e pedagogia. Per mantenersi, lavora come formatrice del personale di vendita presso la scuola professionale.<\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: left;\">In questo periodo conosce Hermine Rutishauser con cui trascorrer\u00e0 i successivi 60 anni. Sul finire degli anni 1950 le due donne partono per conoscere il mondo. Si recano negli USA e dal 1957 al 1959 lavorano in diversi posti come educatrici e domestiche.<\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: left;\">Tornata in Svizzera, nel 1960 Emilie Lieberherr viene assunta come docente di scuola professionale per il personale di vendita a Zurigo. Nel 1961 \u00e8 cofondatrice del <i>Forum delle consumatrici della Svizzera tedesca<\/i>, che presiede dal 1965 al 1978. Nel 1965 consegue il dottorato all\u2019Universit\u00e0 di Berna.<\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: left;\">Emilie Lieberherr entra a far parte dell\u2019<i>Associazione svizzera per il suffragio femminile (ASSF)<\/i>. Nel 1959 due terzi del popolo votante rigorosamente maschile respingono il primo progetto federale per l\u2019introduzione del suffragio femminile. La delusione e l\u2019indignazione delle suffragiste sono profonde. Come se non bastasse, nel 1963 la Svizzera aderisce al Consiglio d\u2019Europa e \u2013 con alcuni anni di ritardo \u2013 intende sottoscrivere la <i>Convenzione europea dei diritti dell\u2019uomo (CEDU) <\/i>con due riserve: una relativa alla non concessione dei diritti politici alle donne e l\u2019altra, alla disparit\u00e0 nella formazione di ragazze e ragazzi. Dinanzi a questa prospettiva le suffragiste insorgono inscenando diverse manifestazioni. Al riguardo, soprattutto il nuovo movimento femminista auspica azioni dirette e propone una marcia di protesta su Berna. Per l\u2019<i>ASSF <\/i>si tratta di una mossa troppo radicale, ma la societ\u00e0 zurighese per il suffragio femminile si mostra pi\u00f9 battagliera: costituisce un comitato d\u2019azione e, in collaborazione con delegate di Basilea Citt\u00e0 e Winterthur, lancia l\u2019appello a partecipare alla marcia di protesta sulla capitale.<\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: left;\">Il 1\u00b0 marzo 1969 circa 5000 donne (e uomini) marciano su Berna per manifestare contro l\u2019ulteriore rinvio dell\u2019introduzione del diritto di voto e di eleggibilit\u00e0 universale. Quale presidente del comitato d\u2019azione zurighese, Emilie Lieberherr pronuncia su Piazza federale un discorso coraggioso e acclamatissimo, e trasforma le riserve con le quali il Consiglio federale intende sottoscrivere la CEDU in pietre dello scandalo: \u00abQuesta raccomandazione [NdT: che il Governo ha dato al Parlamento] ha seriamente minato la nostra proverbiale pazienza svizzera. Ha inferto uno schiaffo alle donne e ha compromesso la nostra fiducia nel Consiglio federale. Non siamo qui per mendicare, ma per esigere i nostri diritti.\u00bb<span class=\"s1\">8 <\/span>Terminata la sua arringa, da Piazza federale si leva un coro di fischi prodotti con i fischietti appositamente distribuiti.<\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: left;\">La \u00abMarcia su Berna\u00bb desta scalpore in tutto il Paese e accresce la pressione sul Consiglio federale. Il Parlamento rifiuta di sottoscrivere la CEDU con riserve. Il Governo stringe i tempi e ancora lo stesso anno presenta un progetto per l\u2019introduzione del suffragio femminile che nel 1971 viene accolto a livello federale.<\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: left;\">Quando ci\u00f2 accade, nel Cantone di Zurigo le donne possono votare ed essere elette gi\u00e0 da un anno. Nota antesignana dei diritti delle donne, l\u20198 marzo 1970 Emilie Lieberherr diventa la prima donna eletta tra le fila del Partito socialista (PS) nel Municipio della Citt\u00e0 di Zurigo e nel 1978 la prima donna svizzero tedesca eletta nel Consiglio degli Stati. Dal 1976 al 1980 ricopre la carica di presidente della neoistituita <i>Commissione federale per i problemi della donna<\/i>. Il suo impegno a favore della parit\u00e0 di diritto e di fatto delle donne dura tutta la vita. Collabora alla stesura del messaggio del Consiglio federale concernente l\u2019iniziativa popolare \u00abPer l\u2019eguaglianza dei diritti tra uomo e donna\u00bb depositata nel 1976 e si adopera per un nuovo diritto matrimoniale.<\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: left;\">In seguito a contrasti con il suo partito, nel 1983 si dimette dalla carica di senatrice. Nel 1990 viene definitivamente espulsa dal PS, ma rimane a capo del dicastero delle opere sociali della Citt\u00e0 di Zurigo. Sotto la sua direzione, viene introdotto l\u2019anticipo degli alimenti, vengono create numerose case di riposo e strutture per i giovani e lanciati programmi per i giovani disoccupati. Dopo 24 anni trascorsi nell\u2019esecutivo cittadino, nel 1994 si ritira dalla vita politica. Si spegne nel 2011 all\u2019et\u00e0 di 86 anni (<em>Crediti:\u00a0<a href=\"https:\/\/www.ekf.admin.ch\/ekf\/it\/home.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">la Commissione federale per le questioni femminili CFQF).<\/a><\/em><\/p>\n<blockquote><p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-10267 size-portfolio\" src=\"https:\/\/ch2021.ch\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/EKF_karten_pionierinnen_sw_magentaNeon_druck13-Kopie-495x400.jpg\" alt=\"\" width=\"495\" height=\"400\" srcset=\"https:\/\/ch2021.ch\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/EKF_karten_pionierinnen_sw_magentaNeon_druck13-Kopie-495x400.jpg 495w, https:\/\/ch2021.ch\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/EKF_karten_pionierinnen_sw_magentaNeon_druck13-Kopie-845x684.jpg 845w\" sizes=\"auto, (max-width: 495px) 100vw, 495px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">\u00abLa parit\u00e0 dei sessi \u00e8 un presupposto \u00bb Emilie Lieberherr, 1969<\/p>\n<\/blockquote>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00abDiritti umani per entrambi i sessi!\u00bb chiede Emilie Lieberherr il 1\u00b0 marzo 1969 in Piazza federale alla \u00abMarcia su Berna\u00bb. 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