{"id":11406,"date":"2021-02-04T09:00:14","date_gmt":"2021-02-04T08:00:14","guid":{"rendered":"https:\/\/ch2021.ch\/?p=11406"},"modified":"2021-02-04T10:04:27","modified_gmt":"2021-02-04T09:04:27","slug":"luciana-thordai-schweizer-1929","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ch2021.ch\/it\/luciana-thordai-schweizer-1929\/","title":{"rendered":"Luciana Thordai-Schweizer (*1929)"},"content":{"rendered":"<p class=\"p1\" style=\"text-align: left;\"><b>Il 3 febbraio 1959 Luciana Thordai-Schweizer incrocia le braccia insieme a una cinquantina di colleghe. Le docenti del liceo femminile di Basilea interrompono il lavoro per protestare contro l\u2019esito della votazione federale di due giorni prima, quando gli uomini svizzeri hanno bocciato l\u2019introduzione del diritto di voto e di eleggibilit\u00e0 delle donne. La manifestazione entra nella storia del Paese come lo \u00absciopero delle insegnanti di Basilea\u00bb. <\/b><\/p>\n<p><em>Crediti:\u00a0<a href=\"https:\/\/www.ekf.admin.ch\/ekf\/it\/home.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">la Commissione federale per le questioni femminili CFQF<\/a><\/em><\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: left;\">Luciana Schweizer non vuole diventare docente: lei desidera studiare medicina, ma suo padre glielo vieta, adducendo che \u00e8 un percorso troppo impegnativo per la salute di una giovane donna. Dopo un primo impiego come segretaria presso una societ\u00e0 di trasporti basilese, si reca nell\u2019Inghilterra del Sud come <i>student employee <\/i>presso la Ciba, l\u2019odierna Novartis. Il lavoro d\u2019ufficio, tuttavia, la rende \u00abtremendamente infelice\u00bb<span class=\"s1\">9 <\/span>e cos\u00ec rientra in Svizzera e inizia a studiare francese, inglese e storia a Basilea e Parigi, segue corsi di psichiatria per non medici e intraprende la professione di docente.<\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: left;\">Nel 1956 inizia a insegnare presso il liceo femminile di Basilea, comunemente noto come \u00abAffenkasten\u00bb (gabbia per scimmie). Ogni classe conta poco meno di 40 allieve. Molte delle insegnanti dell\u2019istituto si adoperano da anni per i diritti politici delle donne, ad esempio in seno alla societ\u00e0 basilese per il suffragio femminile. Oltre a non godere dell\u2019uguaglianza politica, nel quotidiano professionale le docenti subiscono notevoli discriminazioni rispetto ai loro colleghi uomini, basti pensare che guadagnano meno e che sottostanno alla cosiddetta clausola del celibato introdotta all\u2019indomani della Prima guerra mondiale per far fronte all\u2019esubero di insegnanti: concretamente, se una docente si sposa, perde il suo impiego fisso; al massimo pu\u00f2 continuare a lavorare come supplente fissa con un contratto annuale a un salario inferiore e deve rinunciare alla cassa pensioni.<\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: left;\">Queste discriminazioni non fanno altro che attizzare lo sdegno che ribolle nell\u2019aula riservata alle docenti il mattino di luned\u00ec 2 febbraio 1959: il giorno precedente, il popolo votante \u2013 interamente costituito da uomini \u2013 ha respinto con una maggioranza del 66 per cento il primo disegno di legge federale volto a introdurre il diritto di voto e di eleggibilit\u00e0 delle donne. Le insegnanti non intendono rimanere in silenzio dinanzi a questo responso. A lanciare spontaneamente l\u2019idea dello sciopero \u00e8 la storica, insegnante e gi\u00e0 vicepreside Dr. Rut Keiser. Per Luciana Schweizer \u00e8 chiaro sin dall\u2019inizio che aderir\u00e0 allo sciopero sebbene la questione del suffragio femminile non le interessi particolarmente. \u00c8 infatti consapevole dell\u2019importanza che riveste la lotta per i diritti politici per le sue colleghe pi\u00f9 anziane: \u00abErano donne colte, intelligenti, interessate alla politica, ma non potevano votare. Loro hanno lottato intensamente. Io ho partecipato allo sciopero per solidariet\u00e0.\u00bb<\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: left;\">Alle 10.00 del mattino successivo suona il campanello a casa di Luciana Schweizer. Davanti alla porta, le allieve alle quali, a quell\u2019ora, dovrebbe insegnare storia. Dato che nessuna delle docenti si \u00e8 presentata al lavoro, il direttore le ha mandate a casa. Luciana Schweizer tira un sospiro di sollievo: l\u2019appello allo sciopero \u00e8 stato seguito. Alle 12.00 anche Radio Berom\u00fcnster, l\u2019emittente radiofonica pubblica della Svizzera tedesca, d\u00e0 notizia dello sciopero delle insegnanti. Il 3 febbraio 1959, delle circa 50 docenti che dovrebbero essere in aula, 39 incrociano le braccia e, salvo due che non sono dipendenti fisse del liceo, tutte firmano una dichiarazione di solidariet\u00e0. Allo sciopero aderiscono anche le due segretarie della scuola.<\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: left;\">In quel momento nessuno sa quali conseguenze avr\u00e0 la protesta. Mentre alcuni colleghi uomini e il direttore dell\u2019istituto mostrano comprensione nei confronti delle docenti, altri reagiscono infastiditi. Tutti i giornali, persino il <i>New York Times<\/i>, ne parlano e le insegnanti ricevono molte lettere perlopi\u00f9 di supporto. Quando il Consiglio dell\u2019educazione basilese si china sulla questione, come membro del trio di delegate delle scioperanti, Luciana Schweizer parla dinanzi al gruppo di ispettori. Quest\u2019ultimo si limita a emettere un richiamo scritto e a detrarre un giorno di lavoro dalla busta paga delle interessate.<\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: left;\">Lo sciopero delle insegnanti di Basilea mostra tutta la forza del movimento per il suffragio femminile nel Cantone di Basilea Citt\u00e0, il primo della Svizzera tedesca a introdurre nel 1966 il diritto di voto e di eleggibilit\u00e0 delle donne a livello cantonale.<\/p>\n<p class=\"p2\" style=\"text-align: left;\">Lo stesso anno Luciana Schweizer sposa il medico ungherese Stefan Thordai, ma anche dopo aver lasciato il liceo femminile, continua a tenere accesi i riflettori sullo sciopero. Pur non figurando tra le promotrici dell\u2019azione di protesta ne diventa una delle sue principali paladine. Tiene discorsi, rilascia interviste e tiene vivo il ricordo che le donne hanno dovuto combattere per conquistare i diritti politici. Nel contempo, lo sciopero la rende consapevole dei diritti delle donne. Se prima della protesta era poco interessata alla politica, dal 1971 non si \u00e8 recata alle urne solo in due occasioni. A suo modo di vedere, la lotta per l\u2019uguaglianza non \u00e8 ancora finita: \u00abSiamo ancora ben lontani dall\u2019aver raggiunto tutti gli obiettivi.\u00bb<\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: left;\">(<em>Crediti:\u00a0<a href=\"https:\/\/www.ekf.admin.ch\/ekf\/it\/home.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">la Commissione federale per le questioni femminili CFQF)<\/a><\/em><\/p>\n<blockquote><p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-11407 size-full\" src=\"https:\/\/ch2021.ch\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/large.png\" alt=\"\" width=\"1000\" height=\"677\" srcset=\"https:\/\/ch2021.ch\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/large.png 1000w, https:\/\/ch2021.ch\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/large-300x203.png 300w, https:\/\/ch2021.ch\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/large-768x520.png 768w, https:\/\/ch2021.ch\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/large-705x477.png 705w\" sizes=\"auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">\u00abErano donne colte, intelligenti, interessate, alla politica, ma non potevano votare. Ho partecipato allo sciopero per solidariet\u00e0.\u00bb Luciana Thordai-Schweizer, 2018<\/p>\n<\/blockquote>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il 3 febbraio 1959 Luciana Thordai-Schweizer incrocia le braccia insieme a una cinquantina di colleghe. Le docenti del liceo femminile di Basilea interrompono il lavoro per protestare contro l\u2019esito della votazione federale di due giorni prima, quando gli uomini svizzeri hanno bocciato l\u2019introduzione del diritto di voto e di eleggibilit\u00e0 delle donne. 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