{"id":5693,"date":"2020-05-13T14:29:06","date_gmt":"2020-05-13T12:29:06","guid":{"rendered":"https:\/\/ch2021.ch\/?p=5693"},"modified":"2020-05-13T16:10:51","modified_gmt":"2020-05-13T14:10:51","slug":"agire-subito-per-festeggiare-il-2021","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ch2021.ch\/it\/agire-subito-per-festeggiare-il-2021\/","title":{"rendered":"Agire subito per festeggiare il 2021"},"content":{"rendered":"<a href=\"https:\/\/ch2021.ch\/author\/marialuisap\/\" class=\"wp-user-avatar-link wp-user-avatar-custom\"><\/a>\n<p>Mentre ci domandiamo dove ci porter\u00e0 l\u2019emergenza che stiamo vivendo, un motivo di grande apprensione riguarda il destino delle condizioni di lavoro di chi sta gi\u00e0 pagando il prezzo pi\u00f9 alto senza avere (n\u00e9 mai avere avuto) voce in capitolo nelle decisioni politiche ed economiche: le donne.<\/p>\n<p>Sono loro al fronte delle professioni sanitarie e di cura: a livello globale, rappresentano il 70% della forza lavoro, ma occupano solo un quarto delle posizioni di leadership e sono pagate il 28% in media in meno dei colleghi uomini, come rilevano OMS e ONU. Condizioni non pi\u00f9 accettabili, davanti al rischio e alla fatica a cui sono esposte e a come si stanno prodigando per l\u2019umanit\u00e0 intera.<\/p>\n<p>In tutto il mondo, allo scoppio dell\u2019epidemia, le prime a congedarsi dal lavoro retribuito per\u00a0 prendersi cura della famiglia, senza se e senza ma, sono state le donne. Dall\u2019estetista che lavora in proprio alla CEO della grande azienda, abbiamo tutte risposto immediatamente alla necessit\u00e0 di \u00a0prendere a carico i familiari, soprattutto dopo che le scuole hanno dovuto chiudere i battenti, gli ospedali smettere di accogliere i contagiati non gravi, gli anziani richiedere aiuto nella quotidianit\u00e0\u00a0 per non esporsi al pericoloso contagio.<\/p>\n<p>E che ne sar\u00e0 della costellazione infinita del lavoro femminile a chiamata? Le commesse, le\u00a0 \u00a0parrucchiere, le operaie; ma anche\u00a0 le collaboratrici domestiche, le baby sitter, le badanti, cio\u00e8 tutto quel ventaglio di lavori poco riconosciuti e mal pagati che Repubblica ha definito \u201clo zoccolo duro del welfare italiano\u201d, ma poteva benissimo dire mondiale. Non c\u2019\u00e8 traccia, nelle misure che gli Stati stanno stanziando, di sostegno alle occupazioni che le donne si sono inventate a corollario del lavoro gratuito svolto fra le mura domestiche; che secondo McKinsey, ricordiamocelo bene, vale 10 trilioni di dollari, il 13% del PIL globale.<\/p>\n<p>Come se non bastasse, al peggio si aggiunge il peggio della violenza domestica, letteralmente esplosa da quando le famiglie hanno dovuto adattarsi alla reclusione forzata. L\u2019allarme, partito dalla Cina, si \u00e8 propagato a tutti i paesi in <em>lockdown <\/em>alla stessa velocit\u00e0 del virus.<\/p>\n<p>Per questo non \u00e8 accettabile che, a disegnare i piani di rilancio economico e sociale, le donne siano assenti e che l\u2019eliminazione delle disparit\u00e0 di genere non costituisca un obiettivo economico strategico.<\/p>\n<p>La <a href=\"https:\/\/faftplus.ch\/ripartiredalledonne\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Federazione delle Associazioni Femminili\u00a0 Ticinesi FAFTPlus<\/a> ha scritto al Governo ticinese e successivamente lanciato una petizione on line per chiedere<\/p>\n<ol>\n<li><strong>una presenza femminile qualificata nei luoghi della ricostruzione<\/strong> per processi di lavoro e decisionali che assicurino diversit\u00e0 di visione, allargamento del ventaglio di competenze e integrazione delle istanze di diverse fasce della societ\u00e0.<\/li>\n<li><strong>la chiusura dei gap di genere come obiettivo strategico,\u00a0soprattutto nei processi di spesa pubblica<\/strong>, attivando le esperienze e le risorse in materia di bilanci di genere gi\u00e0 presenti sul territorio, anche attraverso una task force dedicata.<\/li>\n<li><strong>statistiche di genere per orientare i piani di intervento post crisi<\/strong> e garantire azioni di rilancio efficienti, che considerino le asimmetrie di genere nel mercato del lavoro e il differente impatto della crisi sanitaria ed economica.<\/li>\n<li><strong>la visibilit\u00e0 delle competenze femminili e del ruolo delle donne nella ricostruzione<\/strong>, promuovendo la presenza femminile nei media e nello spazio pubblico\u00a0e politico, in particolare delle esperte coinvolte nei gruppi di lavoro ai vari livelli. Comunicare un nuovo concetto di leadership inclusiva \u00e8 necessario e determinante.<\/li>\n<\/ol>\n<p>L\u2019enorme successo di questa petizione testimonia che tutta la cittadinanza, donne e uomini, considera la parit\u00e0 di genere un traguardo non pi\u00f9 procrastinabile. Alla politica il compito di trarre le dovute conclusioni, nonostante e, anzi, proprio in considerazione, dell\u2019emergenza in cui ci troviamo.<\/p>\n<p>Nel 2021 ricorrono i 50 anni del diritto di voto delle donne svizzere, ma questa pandemia rischia di compromettere ancora di pi\u00f9 la condizione femminile.<\/p>\n<p>Sul futuro che vogliamo e sulla visione che la\u00a0 politica pu\u00f2 avere di s\u00e9, del mondo e delle donne, dobbiamo riflettere adesso per arrivare al 2021 con delle ragioni valide per festeggiare davvero.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Mentre ci domandiamo dove ci porter\u00e0 l\u2019emergenza che stiamo vivendo, un motivo di grande apprensione riguarda il destino delle condizioni di lavoro di chi sta gi\u00e0 pagando il prezzo pi\u00f9 alto senza avere (n\u00e9 mai avere avuto) voce in capitolo nelle decisioni politiche ed economiche: le donne. 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