{"id":8951,"date":"2020-10-30T17:48:57","date_gmt":"2020-10-30T16:48:57","guid":{"rendered":"https:\/\/ch2021.ch\/?p=8951"},"modified":"2020-11-13T13:09:44","modified_gmt":"2020-11-13T12:09:44","slug":"iris-von-roten-1917-1990","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ch2021.ch\/it\/iris-von-roten-1917-1990\/","title":{"rendered":"Iris von Roten (1917-1990)"},"content":{"rendered":"<p class=\"p1\" style=\"text-align: left;\"><b>Nel suo libro <i>Frauen im Laufgitter <\/i>(donne in un box per bambini), pubblicato nel 1958, la giurista e scrittrice Iris von Roten fornisce un\u2019analisi sconcertante della situazione delle donne in Svizzera nonch\u00e9 una descrizione impietosa dei rapporti di forza che vigono nella societ\u00e0 patriarcale e dell\u2019oppressione delle donne. Per questa sua franchezza viene criticata e diffamata a vita. Oggi il suo libro \u00e8 considerato un testo di riferimento del femminismo. <\/b><\/p>\n<p><em>Crediti:\u00a0<a href=\"https:\/\/www.ekf.admin.ch\/ekf\/it\/home.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">la Commissione federale per le questioni femminili CFQF<\/a><\/em><\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: left;\">Iris Meyer nasce e cresce in una famiglia benestante. Dal 1932 al 1936 frequenta la scuola superiore femminile di Zurigo. Dopo la maturit\u00e0, studia diritto a Berna, Ginevra e Zurigo e ottiene il dottorato in legge nel 1941. Inizia a lavorare come giornalista e redattrice per diverse riviste e nel 1944 approda allo <i>Schweizer Frauenblatt<\/i>, l\u2019organo dell\u2019<i>Alleanza delle societ\u00e0 femminili svizzere (ASF). <\/i><\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: left;\">All\u2019universit\u00e0 di Berna, Iris Meyer conosce Peter von Roten, suo compagno di studi nonch\u00e9 futuro granconsigliere vallesano. I due si innamorano e iniziano una fitta corrispondenza su temi sociopolitici e personali. Tra il 1943 e il 1950 si scambiano oltre 1300 lettere. Malgrado l\u2019opposizione della famiglia aristocratica, cattolica e conservatrice di lui, si sposano nel 1946. Lo stesso anno, Iris von Roten ottiene la patente di avvocato. La coppia apre uno studio legale e notarile in Vallese, ma a Iris von Roten le valli conservatrici vanno troppo strette: come avvocato donna non le vengono pressoch\u00e9 affidati mandati e realizzarsi in quel \u00abbuco per soli uomini che \u00e8 il Vallese\u00bb (NdT: libera traduzione da <i>Verliebte Feinde, <\/i>pag. 373) \u00e8 praticamente impossibile.<\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: left;\">Nell\u2019estate del 1947 si reca in Inghilterra per un soggiorno linguistico di alcuni mesi durante i quali approfondisce i temi del femminismo. L\u2019estate successiva parte per gli Stati Uniti dove per un anno studia sociologia e lavora alla stesura di un libro sulla privazione di diritti delle donne. Iris e Peter von Roten proseguono il loro scambio epistolare e discutono in particolare dei rapporti tra i generi e della libert\u00e0 sessuale. In quello stesso periodo, contro la volont\u00e0 del partito cattolico conservatore al quale appartiene, Peter von Roten deposita in Consiglio nazionale e in Gran Consiglio interventi parlamentari per l\u2019uguaglianza politica delle donne.<\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: left;\">Al rientro in Svizzera di Iris, la coppia si trasferisce a Basilea. Nel 1952 nasce la loro figlia Hortensia. Affinch\u00e9 entrambi possano conciliare famiglia e professione, sperimentano diversi modelli di custodia, dalla bambinaia ai collocamenti extrafamiliari passando per gli aiutanti studenti. Dopo anni di lavoro, nel 1958 Iris von Roten pubblica <i>Frauen im Laufgitter. Offene Worte zur Stellung der Frau <\/i>(donne in un box per bambini, parole franche sulla condizione delle donne), un\u2019analisi sociologica della situazione delle donne lunga quasi 600 pagine. In cinque capitoli indaga in modo dettagliato e con occhio critico le radici e le interconnessioni dell\u2019oppressione delle donne. Analizza la \u00abweibliche Berufst\u00e4tigkeit in einer M\u00e4nnerwelt\u00bb (l\u2019attivit\u00e0 professionale delle donne in un mondo dominato dagli uomini), la dipendenza delle donne nella vita amorosa e sessuale, definisce le faccende domestiche \u00abHaushaltsfron\u00bb (giogo) e la maternit\u00e0 \u00abB\u00fcrde ohne W\u00fcrde\u00bb (fardello senza dignit\u00e0). Nel capitolo \u00abEin Volk von Br\u00fcdern ohne Schwestern\u00bb (un popolo di fratelli senza sorelle) stigmatizza la privazione di diritti politici delle donne. Chiede la piena parit\u00e0 economica, giuridica, politica e sociale dei due generi, e l\u2019autodeterminazione sessuale delle donne. Le sue parole spesso mordaci sono contestate con veemenza da pi\u00f9 parti. Soprattutto le sue affermazioni sulla maternit\u00e0, le faccende domestiche e la sessualit\u00e0 suscitano indignazione. <i>Frauen im Laufgitter <\/i>diventa pietra dello scandalo e Iris von Roten viene pubblicamente ostracizzata, dileggiata e attaccata sul piano personale. A dicembre del 1958 anche l\u2019influente <i>Alleanza delle societ\u00e0 femminili svizzere (ASF) <\/i>prende le distanze dal suo libro. Molte suffragiste tradizionaliste temono che il suo scritto polemico e radicale possa rivelarsi controproducente in vista dell\u2019imminente votazione per la concessione del diritto di voto alle donne. Pochi mesi dopo la bocciatura alle urne del suffragio femminile nel febbraio del 1959 Iris von Roten pubblica <i>Frauenstimmrechts-Brevier <\/i>(breviario del diritto di voto alle donne) nel quale descrive brevemente perch\u00e9 il diritto di voto \u00e8 fondamentale per una piena parit\u00e0 dei sessi.<\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: left;\">Dopo queste due opere Iris von Roten non si esprime pi\u00f9 se non in rare occasioni su temi femministi. Nel 1960 parte per un viaggio di sei mesi in auto attraverso la Turchia. Da questa esperienza nasce il libro <i>Vom Bosporus zum Euphrat. T\u00fcrken und T\u00fcrkei <\/i>(dal Bosforo all\u2019Eufrate; i turchi e la Turchia) che pubblica nel 1965. Intraprende altri viaggi in molti Paesi e si dedica alla pittura. Nel 1990, con l\u2019aggravarsi dei problemi di salute che la affliggono da quando \u00e8 stata coinvolta in un incidente stradale e la perdita della vista che le impedisce di dipingere, Iris von Roten si toglie la vita. Un anno dopo la sua scomparsa esce per efef-Verlag una ristampa di <i>Frauen im Laufgitter <\/i>che diventa un bestseller (<em>Crediti:\u00a0<a href=\"https:\/\/www.ekf.admin.ch\/ekf\/it\/home.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">la Commissione federale per le questioni femminili CFQF).<\/a><\/em><\/p>\n<blockquote><p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-8958 size-medium\" src=\"https:\/\/ch2021.ch\/wp-content\/uploads\/2020\/10\/large-300x246.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"246\" srcset=\"https:\/\/ch2021.ch\/wp-content\/uploads\/2020\/10\/large-300x246.jpg 300w, https:\/\/ch2021.ch\/wp-content\/uploads\/2020\/10\/large-768x630.jpg 768w, https:\/\/ch2021.ch\/wp-content\/uploads\/2020\/10\/large-705x578.jpg 705w, https:\/\/ch2021.ch\/wp-content\/uploads\/2020\/10\/large.jpg 1000w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">&#8220;(&#8230;) nei Paesi dove la parit\u00e0 di diritti politici \u00e8 realt\u00e0 in nessun ambito le donne possono essere in linea di principio trascurate o ignorate. Le donne contano! Ai loro stessi occhi e a quelli altrui. Certo, non tanto quanto dovrebbero, ma molto pi\u00f9 che nei Paesi dove nella vita politica vengono messe a tacere.&#8221; <span style=\"font-size: 16px;\">Iris von Roten, Frauen im Laufgitter (1958), pag. 579<\/span><\/p>\n<\/blockquote>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nel suo libro Frauen im Laufgitter (donne in un box per bambini), pubblicato nel 1958, la giurista e scrittrice Iris von Roten fornisce un\u2019analisi sconcertante della situazione delle donne in Svizzera nonch\u00e9 una descrizione impietosa dei rapporti di forza che vigono nella societ\u00e0 patriarcale e dell\u2019oppressione delle donne. 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