{"id":9350,"date":"2020-11-20T09:00:11","date_gmt":"2020-11-20T08:00:11","guid":{"rendered":"https:\/\/ch2021.ch\/?p=9350"},"modified":"2020-11-20T09:32:54","modified_gmt":"2020-11-20T08:32:54","slug":"katharina-zenhaeusern-1919-2014","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ch2021.ch\/it\/katharina-zenhaeusern-1919-2014\/","title":{"rendered":"Katharina Zenh\u00e4usern (1919-2014)"},"content":{"rendered":"<p class=\"p1\" style=\"text-align: left;\"><b>Nel 1957, la vallesana Katharina Zenh\u00e4usern e altre 32 donne si recano alle urne per votare sull\u2019obbligo femminile di prestare servizio di protezione civile. Dato che le donne svizzere ancora non godono dei diritti politici, il loro \u00e8 un atto di disobbedienza civile. L\u2019azione di protesta si svolge nel Comune di Unterb\u00e4ch e attira l\u2019attenzione anche oltre i confini nazionali. <\/b><\/p>\n<p><em>Crediti:\u00a0<a href=\"https:\/\/www.ekf.admin.ch\/ekf\/it\/home.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">la Commissione federale per le questioni femminili CFQF<\/a><\/em><\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: left;\">Il 3 marzo 1957 \u00e8 il giorno fissato per la votazione federale sull\u2019introduzione del servizio di protezione civile femminile obbligatorio. Gli uomini svizzeri sono chiamati a esprimersi su un progetto che riguarda esclusivamente le donne. Indignate, le suffragette e le organizzazioni femminili protestano: \u00abNessun nuovo dovere senza diritti!\u00bb<\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: left;\">La sera del 2 marzo 1957, a Unterb\u00e4ch, Katharina Zenh\u00e4usern \u00e8 la prima donna svizzera a deporre la propria scheda in un\u2019urna di voto. In quel momento ha 37 anni, lavora nel settore agricolo ed \u00e8 sposata con il sindaco Paul Zenh\u00e4usern. \u00abUna qualsiasi doveva pur iniziare\u00bb ricorder\u00e0 pi\u00f9 tardi. La stessa sera vota anche la madre ottantenne di Katharina Zenh\u00e4usern. Complessivamente, 33 delle 106 donne residenti nel Comune partecipano alla votazione sotto una pioggia di fischi. In alcuni casi, gli insulti \u2013 da parte di uomini e donne \u2013 si protraggono per diversi giorni. Lo scrutinio di Unterb\u00e4ch suscita anche l\u2019attenzione dei media. Sul posto giungono giornalisti e fotografi dall\u2019Asia e dagli USA, e la notizia finisce persino sulle pagine del New York Times.<\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: left;\">Ma come mai proprio le donne del Comune altovallesano di Unterb\u00e4ch sono assurte a pioniere dei diritti politici femminili? Uno dei motivi risiede sicuramente nella situazione economica di quella regione di montagna dove i posti di lavoro sono rari e molti uomini lasciano il proprio villaggio per essere assunti altrove come stagionali nei vigneti, nei frutteti o come costruttori di gallerie. In genere, rimangono lontani da casa per diversi mesi. Durante la loro assenza sono le donne a occuparsi della famiglia, dei campi, dei bambini e degli affari, e godono quindi di una grande libert\u00e0 decisionale. Un secondo motivo \u00e8 riconducibile alla collaborazione politica con Iris e Peter von Roten. Residenti nel vicino Comune di Raron, i due spesso e volentieri perorano pubblicamente la parit\u00e0 di diritti delle donne.<\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: left;\">Di fatto, Peter von Roten si consulta sull\u2019imminente votazione con il sindaco e granconsigliere Paul Zenh\u00e4usern. Entrambi hanno gi\u00e0 sottoposto al Parlamento cantonale due mozioni per l\u2019introduzione del diritto di voto e di eleggibilit\u00e0 delle donne, senza successo. Ora vogliono che le donne di Unterb\u00e4ch possano prendere parte allo scrutinio federale. Si rivolgono quindi per un parere al giudice federale Werner Stocker. Secondo quest\u2019ultimo la partecipazione delle donne a una votazione federale \u00e8 compatibile con l\u2019articolo costituzionale sui diritti politici purch\u00e9 le dirette interessate siano iscritte nel catalogo elettorale del Comune. Il 6 febbraio 1957, il Consiglio comunale di Unterb\u00e4ch d\u00e0 il via libera all\u2019adempimento di tale condizione e decide di predisporre un\u2019urna separata per le schede di voto delle donne. \u00abLa decenza e le buone maniere \u2013 si legge nel verbale della seduta \u2013 impongono che, soprattutto in questo caso, gli uomini non si comportino come tutori, ma si adoperino per conciliare i diritti e i doveri delle loro donne.\u00bb<span class=\"s1\">7 <\/span>Dato che la tenuta del catalogo elettorale \u00e8 di competenza dei Comuni, il Legislativo di Unterb\u00e4ch invoca l\u2019autonomia comunale. La legge elettorale vallesana esclude dall\u2019esercizio dei diritti politici solo i detenuti e gli indigenti, ma non menziona le donne. Irritati, il Governo cantonale e il Consiglio federale ritengono che l\u2019intento del Comune di Unterb\u00e4ch sia incostituzionale, ma quest\u2019ultimo non demorde. Anche altri Comuni (Siders, Martigny-Bourg, Lugano, La Tour-de-Peilz e Niederdorf BL) consentono alle donne di partecipare alla votazione a titolo consultivo, ma Unterb\u00e4ch \u00e8 l\u2019unico che intende trattare alla pari le schede di voto di donne e uomini.<\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: left;\">Per finire, le schede di voto delle donne di Unterb\u00e4ch vengono dichiarate nulle, nondimeno l\u2019azione di protesta segna un importante passo avanti nel cammino verso la parit\u00e0 politica. Contro la volont\u00e0 del Governo vallesano, Unterb\u00e4ch \u00e8 il primo Comune svizzero a iscrivere le donne nel proprio catalogo elettorale. A livello cantonale bisogner\u00e0 attendere 13 anni affinch\u00e9 il suffragio femminile diventi realt\u00e0. Finch\u00e9 vivr\u00e0, Katharina Zenh\u00e4usern non si perder\u00e0 nemmeno una votazione.<\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: left;\">Il villaggio di montagna dell\u2019Alto Vallese diventa il simbolo della partecipazione politica femminile e acquisisce notoriet\u00e0 come il \u00abR\u00fctli delle donne svizzere\u00bb. Quando nel 1984 Elisabeth Kopp viene eletta prima consigliera federale, le conferisce la cittadinanza onoraria e, dopo le sue dimissioni forzate nel 1988, nel febbraio del 1989 la invita a recarsi a Unterb\u00e4ch. Elisabeth Kopp raccoglie l\u2019invito e durante le sue visite fa la conoscenza di Iris von Roten e Katharina Zenh\u00e4usern, pioniere come lei della lotta per il suffragio femminile (<em>Crediti:\u00a0<a href=\"https:\/\/www.ekf.admin.ch\/ekf\/it\/home.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">la Commissione federale per le questioni femminili CFQF)<\/a><\/em><\/p>\n<blockquote><p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-9353 size-medium\" src=\"https:\/\/ch2021.ch\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/large-300x276.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"276\" srcset=\"https:\/\/ch2021.ch\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/large-300x276.jpg 300w, https:\/\/ch2021.ch\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/large-768x706.jpg 768w, https:\/\/ch2021.ch\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/large-705x648.jpg 705w, https:\/\/ch2021.ch\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/large.jpg 1000w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">&#8220;Una qualsiasi doveva pur iniziare.&#8221; <span style=\"font-size: 16px;\">Katharina Zenh\u00e4usern, 2007<\/span><\/p>\n<\/blockquote>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nel 1957, la vallesana Katharina Zenh\u00e4usern e altre 32 donne si recano alle urne per votare sull\u2019obbligo femminile di prestare servizio di protezione civile. 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